BOLOGNA

 

   
Gennaio 07
     
 
Un Natale di cultura

Gli appuntamenti proposti dalla città di Bologna fanno leva sugli apporti culturali spronati dall’acquisizione del titolo “Città creativa della Musica” assegnato dall’Unesco e dalle novità future legate all’accesso dei musei.

Natale, Natale, Natale. Per Bologna il periodo delle festività coincide con il fermento culturale legato a due importanti avvenimenti che hanno coinvolto nelle ultime settimane la città. Intanto, a ottobre, la proclamazione di Bologna “Città creativa per la musica” titolo assegnato dall’Unesco che ha prodotto un ricco cartellone di appuntamenti creato appositamente per celebrare la lunga “colonna sonora” della città, dalla musica classica a quella sacra, dall’opera pop al rock e al jazz. Poi la mostra dedicata ad Annibale Carracci e alla sua prestigiosa opera in programma fino al 7 gennaio nelle sale del Museo Civico Archeologico e poi, dal 25 gennaio al 6 maggio, a Roma, nel Chiostro del Bramante. La città di Bologna vanta un passato e una tradizione musicale equiparabili solo a poche altre realtà europee. Le prime tracce legate al suo nascere risalgono al Duecento. Solo a partire dalla seconda metà del secolo XV è documentata un’attività regolare e caratterizzata che diventerà determinante per la definizione culturale della città quando Papa Nicolò V riserva alla musica una cattedra universitaria. A Bologna si sedimenta così il sapere dei più illustri teorici dell’epoca, protagonisti di lezioni memorabili e di accesi dibattiti. La nascita del Conservatorio fondato da Giovanni Battista Martini che ebbe tra gli allievi anche Mozart e l’apertura, pochi anni fa, del nuovo museo dedicato espressamente alla musica con la riproduzione, al pianterreno, dello studio di uno dei più famosi liutai dell’ultimo periodo, arricchita, nelle sale al primo piano, dall’esposizione delle colorate vestaglie da camera di Rossini, sottolineano quel legame viscerale sviluppato fra la città e la musica recepito integralmente dall’Unesco.
Il periodo natalizio lascia Bologna in preda a mercatini, presepi, mostre, opere teatrali che si moltiplicano la sera di capodanno accanto al consueto brindisi all’aperto in piazza con il rogo dell’anno che è stato.
Chi vuole sottrarsi allo scintillio delle luci può farlo partecipando alle visite serali guidate all’”Inferno” di Bologna, il ghetto ebraico che si raggiunge seguendo il percorso sotterraneo del torrente Aposa. Dal 10 novembre al 31 di maggio ogni venerdì alle 20,30, si ripete lo spettacolo “Tra-ghetto, l’inferno di Bologna” che parte dalla Piazzetta Marco Biagi, angolo via dell’Inferno e trascina gli spettatori nel percorso sotterraneo da Piazza S. Martino per sbucare in Piazza Minghetti.


Il biglietto costa 10 Euro più 1 Euro per diritti di prevendita ed è consigliato l’utilizzo di scarpe chiuse con suola antiscivolo e una maglia per ripararsi dall’umidità. La prenotazione è obbligatoria all’Emporio della Cultura, tel. 051273501, dalle 12 alle 19. Non dimentichiamolo, Bologna, oltre ad essere la città della Musica è anche la città dei Musei. A partire dal 1° aprile del prossimo anno, una gradita sorpresa accoglierà tutti i visitatori. Infatti, a partire dal quel periodo, l’ingresso a tutti i musei sarà gratuito. I visitatori delle collezioni permanenti potranno visitare liberamente tutti i musei civici e il biglietto d’ingresso a pagamento servirà solamente per accedere alle mostre e agli allestimenti occasionali. Il Comune di Bologna, è il primo, in Italia, ad aver previsto questo provvedimento, già adottato in Inghilterra, in Francia e in altri Paesi con ottimi risultati in termini di incremento del numero dei visitatori. L’obiettivo che l’ingresso gratuito si pone è proprio quello di stimolare la partecipazione del pubblico per valorizzare il patrimonio artistico della città, riconoscendo ai cittadini il diritto di fruire liberamente di ciò che a loro appartiene. Il Sistema museale di cui il Comune è proprietario e gestore, comprende: il Museo civico Archeologico, i Musei civici d’Arte antica (Museo Medievale, Collezioni comunali d’Arte, Davia-Bargellini), la Biblioteca dell’Archiginnasio, il Museo del Risorgimento, "Casa Carducci", il Museo del Patrimonio industriale, il Museo Internazionale e Biblioteca Musicale, l’Istituzione "Galleria d’Arte Moderna" comprensiva della sezione "Museo Morandi". Dalla fine di aprile, il circuito si rinnoverà in parte con la trasformazione di quest’ultima nel nuovo “MAMbo”, Museo d’Arte Moderna di Bologna che si appresta ad occupare nella graduatoria italiana delle strutture museali dedicate all’arte moderna, il terzo posto. Un lancio alla grande che avverrà a partire dall’inaugurazione prevista il 27 aprile 2007 con apertura ufficiale il 5 maggio. Fondata nel 1926 in seguito alla donazione di Villa delle Rose al Comune di Bologna da parte delle Contessa Armandi Avogli, la Galleria d’Arte Moderna di Bologna si è insediata nel 1975 nella sede attuale, progettata da Leone Pancaldi. A partire dall’anno prossimo, la Galleria d’Arte Moderna tasformata in MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna - si trasferirà presso l’ex Forno del Pane, un edificio storico appositamente restaurato nel corso di più di un decennio all’interno della Manifattura delle Arti, il nuovo polo culturale della città di Bologna.

 
 
 
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