Un Natale di cultura
Gli appuntamenti proposti dalla città di Bologna fanno leva sugli apporti culturali
spronati dall’acquisizione del titolo “Città creativa della Musica” assegnato
dall’Unesco e dalle novità future legate all’accesso dei musei.
Natale, Natale, Natale. Per Bologna il
periodo delle festività coincide con il
fermento culturale legato a due
importanti avvenimenti che hanno
coinvolto nelle ultime settimane la città.
Intanto, a ottobre, la proclamazione di
Bologna “Città creativa per la musica”
titolo assegnato dall’Unesco che ha
prodotto un ricco cartellone di
appuntamenti creato appositamente per
celebrare la lunga “colonna sonora” della
città, dalla musica classica a quella sacra,
dall’opera pop al rock e al jazz. Poi la
mostra dedicata ad Annibale Carracci e
alla sua prestigiosa opera in programma
fino al 7 gennaio nelle sale del Museo
Civico Archeologico e poi, dal 25
gennaio al 6 maggio, a Roma, nel
Chiostro del Bramante.
La città di Bologna vanta un passato e
una tradizione musicale equiparabili solo
a poche altre realtà europee. Le prime
tracce legate al suo nascere risalgono al
Duecento. Solo a partire dalla seconda
metà del secolo XV è documentata
un’attività regolare e caratterizzata che
diventerà determinante per la definizione
culturale della città quando Papa Nicolò
V riserva alla musica una cattedra
universitaria. A Bologna si sedimenta così
il sapere dei più illustri teorici dell’epoca,
protagonisti di lezioni memorabili e di
accesi dibattiti. La nascita del
Conservatorio fondato da Giovanni
Battista Martini che ebbe tra gli allievi
anche Mozart e l’apertura, pochi anni fa,
del nuovo museo dedicato espressamente
alla musica con la riproduzione, al
pianterreno, dello studio di uno dei più
famosi liutai dell’ultimo periodo,
arricchita, nelle sale al primo piano,
dall’esposizione delle colorate vestaglie
da camera di Rossini, sottolineano quel
legame viscerale sviluppato fra la città e
la musica recepito integralmente
dall’Unesco.
Il periodo natalizio lascia
Bologna in preda a mercatini, presepi,
mostre, opere teatrali che si moltiplicano
la sera di capodanno accanto al consueto
brindisi all’aperto in piazza con il rogo
dell’anno che è stato.
Chi vuole sottrarsi allo scintillio delle luci
può farlo partecipando alle visite serali
guidate all’”Inferno” di Bologna, il ghetto
ebraico che si raggiunge seguendo il
percorso sotterraneo del torrente Aposa.
Dal 10 novembre al 31 di maggio ogni
venerdì alle 20,30, si ripete lo spettacolo
“Tra-ghetto, l’inferno di Bologna” che
parte dalla Piazzetta Marco Biagi, angolo
via dell’Inferno e trascina gli spettatori
nel percorso sotterraneo da Piazza S.
Martino per sbucare in Piazza Minghetti.
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Il biglietto costa 10 Euro più 1 Euro per
diritti di prevendita ed è consigliato
l’utilizzo di scarpe chiuse con suola
antiscivolo e una maglia per ripararsi
dall’umidità. La prenotazione è
obbligatoria all’Emporio della Cultura,
tel. 051273501, dalle 12 alle 19.
Non dimentichiamolo, Bologna, oltre ad
essere la città della Musica è anche la
città dei Musei. A partire dal 1° aprile del
prossimo anno, una gradita sorpresa
accoglierà tutti i visitatori. Infatti, a
partire dal quel periodo, l’ingresso a tutti
i musei sarà gratuito. I visitatori delle
collezioni permanenti potranno visitare
liberamente tutti i musei civici e il
biglietto d’ingresso a pagamento servirà
solamente per accedere alle mostre e agli
allestimenti occasionali.
Il Comune di Bologna, è il primo, in
Italia, ad aver previsto questo
provvedimento, già adottato in
Inghilterra, in Francia e in altri Paesi con
ottimi risultati in termini di incremento
del numero dei visitatori. L’obiettivo che
l’ingresso gratuito si pone è proprio
quello di stimolare la partecipazione del
pubblico per valorizzare il patrimonio
artistico della città, riconoscendo ai
cittadini il diritto di fruire liberamente di
ciò che a loro appartiene. Il Sistema
museale di cui il Comune è proprietario e
gestore, comprende: il Museo civico
Archeologico, i Musei civici d’Arte antica
(Museo Medievale, Collezioni comunali
d’Arte, Davia-Bargellini), la Biblioteca
dell’Archiginnasio, il Museo del
Risorgimento, "Casa Carducci", il Museo
del Patrimonio industriale, il Museo
Internazionale e Biblioteca Musicale,
l’Istituzione "Galleria d’Arte Moderna"
comprensiva della sezione "Museo
Morandi".
Dalla fine di aprile, il circuito si
rinnoverà in parte con la trasformazione
di quest’ultima nel nuovo “MAMbo”,
Museo d’Arte Moderna di Bologna che si
appresta ad occupare nella graduatoria
italiana delle strutture museali dedicate
all’arte moderna, il terzo posto. Un
lancio alla grande che avverrà a partire
dall’inaugurazione prevista il 27 aprile
2007 con apertura ufficiale il 5 maggio.
Fondata nel 1926 in seguito alla
donazione di Villa delle Rose al Comune
di Bologna da parte delle Contessa
Armandi Avogli, la Galleria d’Arte
Moderna di Bologna si è insediata nel
1975 nella sede attuale, progettata da
Leone Pancaldi. A partire dall’anno
prossimo, la Galleria d’Arte Moderna
tasformata in MAMbo - Museo d’Arte
Moderna di Bologna - si trasferirà presso
l’ex Forno del Pane, un edificio storico
appositamente restaurato nel corso di più
di un decennio all’interno della
Manifattura delle Arti, il nuovo polo
culturale della città di Bologna.
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