Veni... Vidi...
Vici.

Dal 1996 l’azienda bolognese VidiVici Occhiali è leader nella produzione di occhiali, dai tascabili VV Cigar alla linea Il Blasco, ideata a quattro mani con Vasco Rossi. Tecnologia, innovazione, stile e tanta passione per gli occhiali. A raccontarcelo è il General Manager, Lele Danzi.

di Monia Savioli

   
Gennaio 07
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Era il 47 avanti Cristo quando Giulio Cesare annunciò trionfante al Senato romano la sua vittoria contro Farnace, re del Bosforo. E per farlo usò soltanto tre parole, in grado di sottolineare la rapidità con la quale aveva raggiunto il successo: veni, vidi, vici. Andai, vidi e vinsi. Nel 1996, rinunciando alla prima delle tre, passate alla storia, la famiglia Danzi decide di trasformare le restanti nel suo brand. Una scelta che ha replicato gli effetti di rapidità e vittoria declamati da Cesare. In dieci anni, infatti, l’azienda bolognese, prima in Italia a stravolgere il concept tradizionale dell’occhiale da lettura premontato trasformandolo in un accessorio moda, è riuscita a posizionarsi fra le realtà leader del settore. Oggi VidiVici Occhiali produce 450.000 unità all’anno.
Il marchio è distribuito in tutto il mondo in oltre 4500 punti vendita. Lele Danzi, general manager della società unitamente al padre Lello, presidente, e alle sorelle Barbara e Manu hanno spento le prime dieci candeline nel nuovo quartier generale, inaugurato a inizio anno nei locali di Tenuta Melloni, costruita all’inizio del 1700 ad Anzola dell’Emilia. Spirito hi-tech e involucro d’autore. “L’azienda nasce dalla passione per gli occhiali che condividiamo da quando eravamo bambini”, spiega Lele Danzi. “L’innovazione applicata ai nostri modelli è continua, sia nei materiali sia nel design. L’occhiale per noi è un accessorio. E siamo noi stessi a promuoverlo”. Non solo indossando gli occhiali ma interpretando il ruolo di protagonisti nelle campagne pubblicitarie.
L’ultima, ispirata al mondo immaginario delle favole, trasforma la famiglia Danzi nei personaggi più cari ai bambini, da Pinocchio a Peter Pan, da Biancaneve a Cenerentola. Tutti, obbligatoriamente, muniti di occhiali.
“E’ l’accessorio più importante”, continua Lele Danzi. “Soprattutto quando vuoi farti notare. Gli occhiali raccontano il mondo che gli occhi vedono. Io, non dovendoli portare per forza, li indosso anche quasi per andare a dormire”. Una battuta, certo, ma importante per comprendere l’amore che lega Lele Danzi agli occhiali, scoppiato quando ancora bambino, bramava di possedere “un insolito paio di occhiali verdi. Se mi guardo indietro”, confessa, “vedo quel bambino battere i piedi per possederlo e lo vedo soddisfatto solo dopo averlo finalmente ottenuto”. Regalare occhiali è difficilissimo a meno che non si convinca il festeggiato a provare il modello, rovinando la sorpresa.“L’occhiale ideale è quello costruito su te stesso”, sottolinea. “Deve essere comodo, come un paio di scarpe”. Quattro sono i brand di proprietà VidiVici: Exalt Cycle, Exalt Cycle Kids, Exalt Eye Stone&Jewel e VV Cigar, gli occhiali sigaro tascabili ultrasottili prodotti in una serie infinita di colori. “L’idea mi è venuta a New York”, racconta Lele Danzi.
“Ero da Sherman, negozio specializzato nella vendita dei sigari, ed osservavo un signore che, ad un certo punto, ha sfilato dalla giacca l’astuccio portasigari. Ho collegato l’oggetto agli occhiali ed ecco l’idea”.

Al marchio fanno capo anche le firme in licenza Billionaire Eyes, Chronotech vision, Sweet Years Occhiali e la nuovissima MOMODESIGN Eyewear e il co-brand Il Blasco, nato in partnership con Vasco Rossi. “Ci siamo conosciuti e piaciuti”, ricorda. “Ed ora ci divertiamo a fare prototipi di occhiali”. Con Flavio Briatore, e la linea Billionaire Eyes, è stata, più o meno, la stessa cosa. Amore per gli occhiali, ricercatezza, stile, design. Del prodotto Sweet Years si definisce “stracontento. E’ frizzante, giovane, dinamico, divertente, ad un prezzo accessibile per un target giovane”. La linea Chronotech, Vision inutile dirlo, è la più tecnica, declinata per i piloti Renault di Formula Uno attraverso il canale privilegiato offerto da Briatore. A gennaio, dopo il lancio avvenuto il 27 ottobre a Parigi, VidiVici Occhiali presenterà la nuova licenza MOMODESIGN Eyewear, occhiali improntati sulla cultura della progettazione, all’insegna del design, dell’avanguardia tecnologica e dello stile, nati dalla collaborazione tra l’azienda bolognese e MOMODESIGN, portavoci entrambi del Made in Italy. “Questa nuova partnership si posiziona lungo una strada che la VidiVici Occhiali percorre dalla sua nascita, vale a dire”, sottolinea Lele Danzi, “la ricerca costante della unicità attraverso il design e l’innovazione”. MOMODESIGN Eyewear, costruita intorno a 4 concept stilistici, gomma, pelle, acetato bi-color, aste in bi-iniezione, declinato ciascuno in due modelli vista e uno sole, si posiziona sulla fascia medio-alta.
In generale, la produzione di VidiVici Occhiali, destinata al pubblico di 47 paesi del mondo ed indossata da personaggi famosi come Diego Maradona e Nina Moric, protagonisti della campagna Exalt Cycle 2004/2005, Elena Santarelli, Diego Conte, Ciccio Graziani, Stefano Bettarini e tanti altri ancora, si può raccontare anche attraverso le innovazioni che si sono susseguite nel tempo. Nel 1999 compare per la prima volta, lanciata da VidiVici, l’asta bassa, soluzione che ha rivoluzionato l’architettura dell’occhiale e che oggi risulta essere fra le più copiate. Poi il terminale all’insù, che consente all’occhiale di restare saldo al volto, nel 2003, la doppia asta ad iniezione, proposta dal modello Exaggerator, divenuto in pochi mesi l’occhiale da vista più venduto in Italia e l’occhiale gioiello con il tema dominante delle pietre preziose, fulcro creativo per esplorare nuove estetiche. Gli obiettivi, per il prossimo futuro, riguardano il consolidamento della produzione e dei risultati ottenuti fino ad ora senza rinunciare all’espansione dell’azienda verso i mercati esteri del Far East. “Il nostro mercato più importante resta quello italiano”, conclude Lele Danzi. “Entro i confini del territorio nazionale condensiamo anche il 75% della produzione. La creatività e la ricerca tecnologica costante sono le armi vincenti che ci permettono di non soffrire la crisi legata al settore come capita ad altre realtà. La nostra attenzione nel catturare tendenze è costante. Spesso siamo anche noi a crearle.
E questo mi diverte molto”.
 
 
 
   
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