Era il 47 avanti Cristo quando Giulio
Cesare annunciò trionfante al Senato
romano la sua vittoria contro Farnace, re
del Bosforo. E per farlo usò soltanto tre
parole, in grado di sottolineare la rapidità
con la quale aveva raggiunto il successo:
veni, vidi, vici. Andai, vidi e vinsi. Nel
1996, rinunciando alla prima delle tre,
passate alla storia, la famiglia Danzi
decide di trasformare le restanti nel suo
brand. Una scelta che ha replicato gli
effetti di rapidità e vittoria declamati da
Cesare. In dieci anni, infatti, l’azienda
bolognese, prima in Italia a stravolgere il
concept tradizionale dell’occhiale da
lettura premontato trasformandolo in un
accessorio moda, è riuscita a posizionarsi
fra le realtà leader del settore. Oggi
VidiVici Occhiali produce 450.000 unità
all’anno.
Il marchio è distribuito in tutto
il mondo in oltre 4500 punti vendita. Lele
Danzi, general manager della società
unitamente al padre Lello, presidente, e
alle sorelle Barbara e Manu hanno spento
le prime dieci candeline nel nuovo
quartier generale, inaugurato a inizio
anno nei locali di Tenuta Melloni,
costruita all’inizio del 1700 ad Anzola
dell’Emilia. Spirito hi-tech e involucro
d’autore.
“L’azienda nasce dalla passione per gli
occhiali che condividiamo da quando
eravamo bambini”, spiega Lele Danzi.
“L’innovazione applicata ai nostri
modelli è continua, sia nei materiali sia
nel design. L’occhiale per noi è un
accessorio. E siamo noi stessi a
promuoverlo”. Non solo indossando gli
occhiali ma interpretando il ruolo di
protagonisti nelle campagne
pubblicitarie.
L’ultima, ispirata al mondo immaginario delle favole, trasforma la
famiglia Danzi nei personaggi più cari ai
bambini, da Pinocchio a Peter Pan, da
Biancaneve a Cenerentola. Tutti,
obbligatoriamente, muniti di occhiali.
“E’
l’accessorio più importante”, continua
Lele Danzi. “Soprattutto quando vuoi
farti notare. Gli occhiali raccontano il
mondo che gli occhi vedono. Io, non
dovendoli portare per forza, li indosso
anche quasi per andare a dormire”. Una
battuta, certo, ma importante per
comprendere l’amore che lega Lele
Danzi agli occhiali, scoppiato quando
ancora bambino, bramava di possedere
“un insolito paio di occhiali verdi. Se mi
guardo indietro”, confessa, “vedo quel
bambino battere i piedi per possederlo e
lo vedo soddisfatto solo dopo averlo
finalmente ottenuto”. Regalare occhiali è
difficilissimo a meno che non si convinca
il festeggiato a provare il modello,
rovinando la sorpresa.“L’occhiale ideale
è quello costruito su te stesso”, sottolinea.
“Deve essere comodo, come un paio di
scarpe”. Quattro sono i brand di
proprietà VidiVici: Exalt Cycle, Exalt
Cycle Kids, Exalt Eye Stone&Jewel e VV
Cigar, gli occhiali sigaro tascabili
ultrasottili prodotti in una serie infinita di
colori. “L’idea mi è venuta a New York”,
racconta Lele Danzi.
“Ero da Sherman,
negozio specializzato nella vendita dei
sigari, ed osservavo un signore che, ad un
certo punto, ha sfilato dalla giacca
l’astuccio portasigari. Ho collegato
l’oggetto agli occhiali ed ecco l’idea”.
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Al
marchio fanno capo anche le firme in
licenza Billionaire Eyes, Chronotech
vision, Sweet Years Occhiali e la
nuovissima MOMODESIGN Eyewear e
il co-brand Il Blasco, nato in partnership
con Vasco Rossi. “Ci siamo conosciuti e
piaciuti”, ricorda. “Ed ora ci divertiamo a
fare prototipi di occhiali”. Con Flavio
Briatore, e la linea Billionaire Eyes, è
stata, più o meno, la stessa cosa. Amore
per gli occhiali, ricercatezza, stile, design.
Del prodotto Sweet Years si definisce
“stracontento. E’ frizzante, giovane,
dinamico, divertente, ad un prezzo
accessibile per un target giovane”. La
linea Chronotech, Vision inutile dirlo, è
la più tecnica, declinata per i piloti
Renault di Formula Uno attraverso il
canale privilegiato offerto da Briatore. A
gennaio, dopo il lancio avvenuto il 27
ottobre a Parigi, VidiVici Occhiali
presenterà la nuova licenza
MOMODESIGN Eyewear, occhiali
improntati sulla cultura della
progettazione, all’insegna del design,
dell’avanguardia tecnologica e dello stile,
nati dalla collaborazione tra l’azienda
bolognese e MOMODESIGN, portavoci
entrambi del Made in Italy. “Questa
nuova partnership si posiziona lungo una
strada che la VidiVici Occhiali percorre
dalla sua nascita, vale a dire”, sottolinea
Lele Danzi, “la ricerca costante della
unicità attraverso il design e
l’innovazione”. MOMODESIGN
Eyewear, costruita intorno a 4 concept
stilistici, gomma, pelle, acetato bi-color,
aste in bi-iniezione, declinato ciascuno in
due modelli vista e uno sole, si posiziona
sulla fascia medio-alta.
In generale, la
produzione di VidiVici Occhiali,
destinata al pubblico di 47 paesi del
mondo ed indossata da personaggi
famosi come Diego Maradona e Nina
Moric, protagonisti della campagna Exalt
Cycle 2004/2005, Elena Santarelli,
Diego Conte, Ciccio Graziani, Stefano
Bettarini e tanti altri ancora, si può
raccontare anche attraverso le
innovazioni che si sono susseguite nel
tempo. Nel 1999 compare per la prima
volta, lanciata da VidiVici, l’asta bassa,
soluzione che ha rivoluzionato
l’architettura dell’occhiale e che oggi
risulta essere fra le più copiate. Poi il
terminale all’insù, che consente
all’occhiale di restare saldo al volto, nel
2003, la doppia asta ad iniezione,
proposta dal modello Exaggerator,
divenuto in pochi mesi l’occhiale da vista
più venduto in Italia e l’occhiale gioiello
con il tema dominante delle pietre
preziose, fulcro creativo per esplorare
nuove estetiche.
Gli obiettivi, per il prossimo futuro,
riguardano il consolidamento della
produzione e dei risultati ottenuti fino ad
ora senza rinunciare all’espansione
dell’azienda verso i mercati esteri del Far
East. “Il nostro mercato più importante
resta quello italiano”, conclude Lele
Danzi. “Entro i confini del territorio
nazionale condensiamo anche il 75%
della produzione. La creatività e la
ricerca tecnologica costante sono le armi
vincenti che ci permettono di non soffrire
la crisi legata al settore come capita ad
altre realtà. La nostra attenzione nel
catturare tendenze è costante. Spesso
siamo anche noi a crearle.
E questo mi
diverte molto”.
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